Ransomware, furti di credenziali e truffe sui bonifici iniziano molto spesso nello stesso modo: un'email, un SMS o una telefonata che spinge una persona a cliccare un link, aprire un allegato o fornire un'informazione. È l'ingegneria sociale, e nessun antivirus da solo può bloccarla del tutto.
I segnali da riconoscere
- urgenza o pressione ("il pagamento deve partire oggi", "il tuo account verrà bloccato");
- mittenti simili a quelli reali ma con piccole differenze nell'indirizzo o nel dominio;
- richieste di cambio IBAN di un fornitore via email;
- allegati inattesi o link che chiedono di inserire le credenziali aziendali.
Le misure più efficaci
- autenticazione a più fattori (MFA) sulla posta e sui servizi in cloud;
- verifica telefonica, su un numero già noto, di ogni richiesta di modifica dei dati bancari;
- formazione periodica del personale, con esempi concreti e simulazioni di phishing;
- backup regolari, separati dalla rete e verificati;
- una procedura semplice per segnalare subito email sospette.
Queste misure rientrano tra le "misure tecniche e organizzative adeguate" richieste dall'art. 32 del GDPR e, per i soggetti coinvolti, tra gli obblighi della NIS2.
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